Nati per… essere giovani!

Nati per… essere giovani!

Il tempo non ha sempre lo stesso effetto su tutti noi.

Per alcuni sembra passare a velocità ridotta, come se esistesse un segreto dell’eterna, o quantomeno molto lunga, giovinezza e lo avessero scoperto. Sono quelle persone che riviste dopo anni sembrano uguali al ricordo che avevamo di loro, se non addirittura più “giovani”.

Per altri invece, meno fortunati, è esattamente l’opposto. Il tempo sembra essere meno clemente e manifesta tutti i segni del suo essere passato palesandosi sia esternamente sull’aspetto di queste persone, sia “internamente” con diverse conseguenze.

Crescere o invecchiare bene è un desiderio comune a tutti, ma come mai il tempo sembra viaggiare a velocità diverse?

La risposta a questa domanda è sicuramente molto complessa e difficilmente otterremo una risposta completa, però possiamo iniziare a mettere qualche piccolo tassello.

Un viaggio e due valigie

Immaginiamo di dover intraprendere un viaggio e di avere a disposizione solo due valigie: la prima ci viene consegnata dai nostri genitori. Non abbiamo facoltà di scelta sul suo contenuto, così come non l’hanno avuta loro, ed inoltre non ci è possibile togliere o aggiungere nulla: il contenuto è fisso. É chiusa e non abbiamo libero accesso al suo contenuto: è la valigia stessa che ci fornirà di volta in volta gli unici strumenti che potremo usare nel nostro viaggio. È molto grande e sicuramente non useremo tutte le cose che contiene ma lo scopriremo solo strada facendo.

La seconda valigia è molto diversa poiché in parte possiamo scegliere cosa inserirvi e durante il viaggio abbiamo sempre la possibilità di aggiungere o rimuovere degli elementi. Questa non contiene nessuno “strumento” che possiamo usare ma possiede una caratteristica ben precisa e molto importante: ha infatti la capacità di modificare quello che ci verrà fornito dalla prima valigia. Influenzerà quindi la tipologia e la funzionalità degli strumenti che avremo a disposizione durante il viaggio.

Le due valigie sono contrassegnate da etichette che riportano rispettivamente la scritta “Genetica” sulla prima ed “Epigenetica” sulla seconda.

Per tornare al nostro discorso iniziale, il modo in cui ciascuno di noi “invecchia” dipende sicuramente dal nostro bagaglio genetico e su questo aspetto possiamo essere più o meno fortunati ma questa componente ci accompagnerà invariata dal nostro concepimento alla morte. Esiste tuttavia un’altra importante componente sulla quale invece abbiamo la possibilità di intervenire ed è l’epigenetica, la seconda valigia!

Semplificando molto, l’epigenetica è la scienza che studia come i fattori ambientali influenzano l’espressione dei nostri geni (vale a dire ciò che la prima valigia ci fornisce durante il viaggio).

Tra i fattori ambientali rientrano anche le scelte che compiamo ogni giorno e che determinano il nostro stile di vita.

Telomeri: cosa sono e perché sono importanti

I telomeri sono strutture specializzate che si trovano alle estremità dei cromosomi e ne mantengono l’integrità strutturale. Fanno sì che la struttura dell’intero cromosoma rimanga stabile. Un po’ come la parte terminale dei lacci delle scarpe stabilizza l’intero laccio.

Ad ogni divisione cellulare parte della loro sequenza viene persa e la loro lunghezza diminuisce fino a quando diventano talmente deteriorati da far “sfilacciare” l’intera struttura del cromosoma causando morte cellulare. Per questo motivo vengono considerati come un orologio biologico.

I telomeri sono strutture “esposte” e particolarmente suscettibili al danno ossidativo. Infiammazione ed ossidazione sembrano essere infatti fattori determinanti nell’influenzare la velocità del loro accorciamento, ancor più della suddivisione cellulare.

Evidenze sperimentali in vitro suggeriscono un effetto protettivo ad opera di composti ad attività antiossidante nei confronti dell’ accorciamento telomerico (Von Zglinicki, 2002; Houben & Moonen, 2008). Come a dire quindi che al verificarsi di alcune condizioni piuttosto che altre, il tempo cellulare possa scorrere più o meno velocemente.

Le nostre scelte a la lunghezza dei telomeri

L’accorciamento dei telomeri è un fenomeno epigenetico e come tale può essere influenzato positivamente o negativamente da fattori esterni e ambientali sui i quali a volte abbiamo il pieno controllo.

Dieta

Il regime alimentare scelto è in grado di influenzare sia lo stress ossidativo che lo stato di infiammazione a cui sottoponiamo il nostro organismo. La dieta mediterranea, notoriamente ricca di nutrienti ad azione antiossidante e anti-infiamamtoria rappresenta un valido strumento nella prevenzione dell’accorciamento dei telomeri.

A questo proposito è interessante quanto emerso da uno studio effettuato su 4676 donne sane già sottoposte all’analisi della lunghezza dei telomeri nell’ambito del più ampio studio NHS – Nurses’ Health Study, che avevano seguito con rigore la dieta mediterranea.

Questa sottopopolazione di partecipanti ha mostrato di avere una lunghezza dei telomeri maggiore rispetto a coloro che non avevano seguito la stessa dieta. È stato inoltre assegnato un punteggio sulla dieta da 0 a 9 e si è visto che ad ogni variazione di un punto corrispondeva in media una variazione di 1,5 anni di invecchiamento (Crous-Bou M, F.T., Prescott J, Julin B, et al 2014. Mediterranean diet and telomere length in Nurses’ Health Study: population based cohort study. BMJ , 349, g6674).

Scegliere cosa mangiare è una variabile pienamente sotto il nostro controllo. Ogni volta che mangiamo qualcosa, stiamo scegliendo cosa portare in viaggio con noi nel bagaglio dell’epigenetica.

Stress Cronico e ansia fobica

Le persone che soffrono di problemi psicosociali, ansie e fobie sono sottoposte ad un carico di stress cronico che aumenta il livello di infiammazione e lo stress ossidativo. Questo stato pro-infiammatorio prolungato sembra essere alla base degli effetti organici di queste problematiche che si manifestano anche sulla velocità di logoramento dei telomeri. Sempre nell’ambito dello studio NHS è stata valutata e confermata in una sottopopolazione di 5243 donne l’associazione tra ansia fobica e logoramento dei telomeri.

La Meditazione

La meditazione di contro, riducendo lo stress psicologico possiede un effetto benefico sull’invecchiamento, esercitato attraverso la riduzione della velocità di degradazione del telomeri. Questo è quanto dimostrato in uno studio effettuato su individui esperti di meditazione LKM – “Loving, kindness Meditation” dotati di una lunghezza relativa dei telomeri maggiore rispetto ad individui confrontabili non praticanti questa pratica.

Cercare di ritagliarsi un momento per sé durante la giornata e praticare della meditazione è di beneficio non soltanto alla nostra psiche e al nostro umore ma anche sulla longevità delle nostre cellule.

Scegliere come affrontare gli eventi della vita è una variabile in buona parte sotto il nostro controllo; un altro elemento che di volta in volta aggiungiamo al nostro bagaglio epigenetico e che influenza la velocità con cui il tempo scorre per le nostre cellule.

Integrazione con Geroprotettori

L’assunzione attraverso la dieta di composti dotati di azione geroprotettrice può rappresentare un valido approccio per migliorare i nostri processi di invecchiamento, soprattutto laddove fatichiamo a compiere le scelte giuste in merito al regime alimentare e alla gestione dello stress.

In linea generale molte sostanze in grado di modulare fenomeni come stress ossidativo ed infiammazione, possono sortire un’azione anti-invecchiamento. Un composto però per essere definito un geroprotettore deve aver dimostrato in modelli animali di poter impattare significativamente sulla lunghezza della vita o di modificare in maniera rilevante biomarcatori specifici collegati alla qualità dell’invecchiamento e alla durata della vita, come ad esempio il logoramento dei telomeri.

Tra i numerosi composti aspiranti geroprotettori, il Resveratrolo è forse il più noto. Questo composto conosciuto per il suo potenziale ruolo protettivo nei confronti di patologie degenerative si trova in alimenti come uva e vino rosso. Da studi in vitro e modelli sperimentali animali è emerso che stimola i geni della longevità e promuove l’attività della telomerasi contribuendo al mantenimento della lunghezza dei telomeri. Più recentemente si è inoltre dimostrato attivo sulla telomerasi umana in cellule di muscolatura liscia aortica (Li Y.R., Li, S. & Lin, C.C. 2017. Effect of resveratrol and pterostilbene on aging and longevity. BioFactors).

Oltre al Resveratrolo, un secondo composto promettente è rappresentato dalla Quercetina, un flavonoide che si trova nella buccia d’uva, nelle mele, cipolle rosse e tè verde. Anche la Quercetina si è dimostrata attiva sulla lunghezza dei telomeri attraverso la sua spiccata azione antiossidante e antinfiammatoria oltre che ad un’interazione diretta con la sequenza telomerica (Tawani, A., Kumar A. 2015. Structural insight into the interaction of flavonoids with Human Telomeric Sequence. Sci Rep.).

Ecco che il tempo in aggiunta alla componente cronologica assume nuove sfaccettature frutto delle nostre scelte in merito allo stile di vita che conduciamo.