Estate: come abbronzarsi senza rischi

Estate: come abbronzarsi senza rischi

Estate: come abbronzarsi senza rischi

Finalmente è arrivata l’estate! E con lei è tornato, più vivo che mai, il desiderio di energia, di colore e di abbronzatura.
Una passeggiata al parco o un giro in bici, una giornata in piscina o la visita di una città, una vacanza al mare o una gita in montagna, ogni occasione è buona per godersi a pieno le  belle giornate di sole e ricaricare lo spirito.
Il desiderio che avvertiamo di stare all’aperto e al sole non è del tutto casuale in quanto l’esposizione al sole, in quantità moderate, produce effetti benefici per il nostro organismo, ad esempio influisce positivamente sull’umore e sulla sintesi della vitamina D (nota sicuramente per il suo ruolo nel processo di assorbimento di calcio nelle ossa ma anche per la sua azione regolatoria di organi e sistemi, modulatoria del processo infiammatorio e del sistema immunitario). 

L’estate per molti di noi è anche sinonimo di abbronzatura.
Una pelle abbronzata conferisce un aspetto sano e gradevole, ma attenzione a non doverne pagare le conseguenze!
Conoscere bene la propria tipologia di pelle è utile per scegliere consapevolmente come difenderla dai rischi per la salute legati a questo fattore ambientale, in tutta sicurezza.

L’utilizzo di solari appropriati rappresenta la prima regola per proteggersi dai rischi, evitare arrossamenti ed eritemi e prevenire il fotoinvecchiamento.
La tintarella deve essere un piacere, non un rischio!

Pelle: il confine da proteggere ogni giorno

La pelle rappresenta più di un semplice rivestimento: è l’organo più pesante (3-4 kg) e più esteso del corpo umano (da 1,5 a 2 m²). È formata da tre strati fondamentali: epidermide, derma e ipoderma. La parte a contatto con l’esterno è l’epidermide e funge da barriera protettiva contro le aggressioni. Il colore della pelle è dato dalla presenza di un pigmento nero chiamato melanina, prodotto da alcune cellule che si trovano proprio nell’epidermide, i melanociti. L’epidermide è fortemente ancorata al derma, ricco di collagene, elastina e acido jaluronico che conferiscono elasticità, densità ed idratazione ai tessuti. Lo strato più profondo è l’ipoderma che rappresenta il “cuscinetto” di grasso tra la pelle e i tessuti sottostanti.

La pelle rappresenta il nostro principale fattore protettivo dal mondo esterno attraverso la sua impermeabilità, resistenza e adattabilità e contemporaneamente ci consente di avere uno scambio continuo di informazioni con ciò che ci circonda grazie alla presenza di numerose terminazioni nervose.
Grazie alla nostra pelle si realizza il processo di termoregolazione, cioè il controllo della temperatura corporea, attraverso l’eliminazione del calore e l’evaporazione del sudore.

Abbronzatura

Quando ci esponiamo al sole veniamo costantemente colpiti da quella parte della radiazione solare che riesce a raggiunge la superficie terrestre, principalmente raggi UVA e UVB.

I Raggi UVA rappresentano la maggior parte dei raggi UV e sono dotati di minor energia rispetto agli UVB ma riescono a penetrare in profondità nel derma danneggiando alcune strutture come collagene, vasi e fibre elastiche. Sono inoltre implicati nei processi di fotoinvecchiamento, fotodermatosi, fototossicità e fotosensibilità ai farmaci. 

I raggi UVB invece sono più energetici e vengono definiti eritematogeni poiché il fenomeno dell’eritema solare è principalmente legato a loro. Nei melanociti inoltre stimolano la produzione di melanina. 

L’abbronzatura rappresenta il nostro fisiologico meccanismo di difesa nei confronti della radiazione solare, che è in grado di interagire con le nostre strutture cellulari a livello molecolare, alterandone la funzionalità. 

L’abbronzatura, però, attenua solo parzialmente i raggi UV. Ciò significa che è necessario proteggersi sempre, anche se la pelle appare già abbronzata.

Pelle scura non è sinonimo di zero rischio. Anche le pelli più scure, infatti, pur contenendo melanina in maggior quantità ed essendo quindi più naturalmente protette dai raggi UV, non sono immuni ai tumori della pelle.

Oltre ad innescare il processo di pigmentazione, tutti i raggi UV aumentano il livello di stress ossidativo generando una condizione di squilibrio fra la produzione di radicali liberi e la barriera antiossidante (vitamine, enzimi, cofattori e così via) che ne limita i danni.

La formazione di radicali liberi causa depressione del sistema immunitario, danno ossidativo al nostro patrimonio genetico (il DNA) e mutazioni specifi­che di alcuni geni che hanno in sé il potenziale di sviluppare tumori se attivati in modo anomalo (oncogeni).

Fototipi e fotosensibilità

Il fototipo rappresenta una vera e propria carta d’identità cutanea, che rivela la risposta della pelle ai raggi solari in base a delle precise caratteristiche fisiche (colore della pelle e dei capelli). Più il fototipo è basso, più il fattore di protezione utilizzato deve essere alto poiché basse saranno anche le naturali difese della pelle contro le radiazioni luminose. 

Sapere a quale fototipo si appartiene è fondamentale per proteggere la propria pelle in maniera adeguata dai possibili danni da esposizione. I fototipi riconosciuti a livello scienti­fico sono indicati con un numero progressivo da 1 a 6.

Per stabilire il proprio fototipo è necessario osservare il colore costituzionale della cute (visibile nelle parti non esposte al sole) dei capelli, degli occhi e l’eventuale presenza di lentiggini.

La fotosensibilità defi­nisce invece la facilità con cui la pelle si scotta senza abbronzarsi in seguito all’esposizione ai raggi UV. La fotosensibilità è massima nel fototipo 1 e minore nel fototipo 6. Quindi, la capacità di abbronzarsi di ciascun individuo dipende fortemente dal fototipo di appartenenza.

Conosci il tuo fototipo

Fototipo 1 Pelle molto chiara, occhi chiarissimi, capelli rossi o biondi, spesso lentiggini, fotosensibilità molto sensibile.

Fototipo 2 Pelle chiara, occhi chiari, capelli chiari, spesso lentiggini, fotosensibilità moderatamente sensibile.

Fototipo 3 Pelle bruno-chiara, occhi chiari o marroni, capelli castani, fotosensibilità moderatamente non sensibile.

Fototipo 4 Pelle bruno-chiara, occhi scuri, capelli castani o neri, fotosensibilità moderatamente resistente.

Fototipo 5 Pelle bruno olivastra, occhi scuri, capelli neri, fotosensibilità resistente.

Fototipo 6 Pelle nera, occhi scuri, capelli neri, fotosensibilità molto resistente.

Questa infografica può esserti utile per scoprire il tuo fototipo!

Protezione solare: quale scegliere?

Per proteggersi dai raggi UV e raff­orzare la naturale difesa della pelle, è importante utilizzare in modo consapevole i prodotti solari scegliendo con cura quelli che contengono filtri protettivi contro i raggi UVB e UVA.

La sigla SPF (Sun Protection Factor, in italiano Fattore di Protezione Solare) permette di conoscere il potere fotoprotettivo di un prodotto e di scegliere il fattore di protezione adatto al proprio fototipo ed alle condizioni di esposizione al sole.

All’interno di una formulazione, i componenti responsabili della protezione solare sono i filtri solari, sostanze con la capacità di assorbire, riflettere oppure deviare i raggi UV. Ne esistono due categorie: i filtri fisici ed i filtri chimici.

I filtri fisici contengono sostanze minerali, come il biossido di titanio, che riflettono i raggi solari, facendoli “rimbalzare” sulla pelle, fungendo così da barriera protettiva. Questa tipologia di filtro si presenta come polvere bianca dal forte potere coprente: ecco perché lasciano sulla pelle il caratteristico strato bianco sottile.
L’efficacia di questa categoria di filtri è proporzionale alla quantità di prodotto applicato.

I filtri chimici invece sono delle molecole complesse in grado di assorbire le radiazioni che arrivano alla pelle, catturandole e trasformandole per renderle innocue. I filtri di ultima generazione permettono una copertura completa dello spettro ultravioletto, assorbendo sia i raggi UVB sia quelli UVA e grazie alle caratteristiche molecolari si comportano anche come schermi fisici, riflettendo le radiazioni nocive.

Qualche consiglio in più

Crema e Latte Solare

Deve essere applicato sulla pelle asciutta nella giusta quantità (almeno 35 grammi, che equivalgono a circa 6 cucchiaini) in modo uniforme su tutte le parti del corpo esposte (inclusi naso, orecchie, mani, pieghe cutanee,…) almeno mezz’ora prima dell’esposizione e, successivamente, dopo ogni 1-2 ore per mantenere attivo il fattore di protezione.

Prima di utilizzare qualsiasi prodotto, è sempre buona norma leggere l’etichetta ed evitare di usare il prodotto stesso se il Periodo Post Apertura (PaO, dall’inglese Period after Opening) è superato. Inoltre, se è presente la dicitura “water resistant” è garantito l’eff­etto fotoprotettivo fino a 40 minuti di immersione attiva in acqua, se invece compare “very water resistant”, l’eff­etto fotoprotettivo è garantito fino a 80 minuti in condizioni simili.

Stick Labbra

Ricorda di proteggere anche le labbra dal sole applicando stick labbra con alto SPF, prima e dopo aver praticato attività in acqua e dopo aver mangiato o bevuto.

Ombra

Contro le radiazioni solari, l’ombra rappresenta senza dubbio una delle migliori difese, soprattutto durante le ore centrali del giorno in cui l’intensità dei raggi UV è massima.
Basti pensare che il 60% della radiazione UV giornaliera è concentrata tra le 11.00 e le ore 15.00. Anche ombrelloni e tende parasole creano zone d’ombra, ma attenzione: non si è completamente protetti dai raggi UV sotto l’ombrellone, i raggi solari riescono a passare tra gli spazi presenti fra i fili che compongono il tessuto. Inoltre le zone d’ombra non proteggono dai raggi che vengono riflessi dal suolo (soprattutto acqua e sabbie chiara).

Occhiali da sole

La protezione degli occhi in ambienti molto luminosi come può essere la spiaggia o la montagna è di fondamentale importanza. Ecco che gli occhiali da sole diventano un vero e proprio mezzo di protezione, non solo un accessorio di moda. Ricorda che la colorazione scura delle lenti non è sempre sinonimo di protezione, assicurati che le lenti dei tuoi occhiali abbiano il filtro solare in grado di schermare i raggi UV. 

Cosa devi sapere prima di esporti al sole se assumi farmaci

È importante sapere che alcuni farmaci possiedono un’elevata reattività nei confronti dei raggi solari e possono dare origine essenzialmente a due tipologie di reazioni: fototossiche e fotoallergiche, entrambe dovute all’interazione dei raggi UVA con le molecole del farmaco.
Nel primo caso (reazioni fototossiche), i raggi UVA in contatto con il farmaco generano molecole dannose per i tessuti.
Nel secondo caso (reazioni fotoallergiche), invece, il sole altera il farmaco generando una vera e propria reazione allergica.

Ecco un elenco dei farmaci, normalmente assunti per via orale o applicati localmente sulla pelle, noti per essere fotosensibilizzanti per cui sarebbe meglio evitare l’assunzione (quando possibile) durante il periodo estivo oppure limitare l’esposizione solare tenendo presente che, anche dopo la sospensione della terapia, queste sostanze possono restare nell’organismo per periodi piuttosto lunghi.

  • Farmaci Antiacne: Benzoil perossido, isotretinoina e acido retinoico
  • Antistaminici: l’utilizzo di creme a base di antistaminici aumenta notevolmente durante l’estate. Queste preparazioni sono comunemente utilizzate per trattare il prurito ed il gonfiore dovuto per esempio ad una puntura di insetto o per ridurre i sintomi dovuti ad un eritema solare. In particolare, le creme che contengono Prometazina sono le principali responsabili delle reazioni al sole.
  • Antinfiammatori non steroidei (FANS): questa classe di farmaci è usata ogni giorno da migliaia di persone per trattare dolori e disturbi comuni, come mal di schiena, mal di testa. Esistono formulazioni da assumere per bocca oppure creme e cerotti da applicare localmente. Attenzione in particolare a Ketoprofene, Diclofenac, Piroxicam e naprossene
  • Antiaritmici: Amiodarone
  • Antibiotici: Tetracicline, chinoloni e sulfamidici
  • Antifungini: Es. Ketoconazolo
  • Contraccettivi orali: le comuni pillole anticoncezionali usate come contraccettivi o per il trattamento di patologie dell’ovaio come Etinilestradiolo + Gestodene, Etinilestradiolo + Desogestrel), possono causare delle macchie cutanee a seguito dell’eccessiva stimolazione dei melanociti. In alcuni casi regrediscono spontaneamente, in altri diventano permanenti e richiedono trattamenti più adeguati.
  • Antidepressivi: Es. Fluoxetina, imipramina, amitriptilina
  • Diuretici: Es Idroclorotiazide
  • Alcuni oli essenziali.

Proteggi la tua pelle e tutela l’ambiente

Purtroppo nelle formulazioni di molte creme solari sono presenti delle sostanze come l’ossibenzone che rappresentano una fonte di inquinamento marino dannoso soprattutto per i coralli in quanto possono alterarne il ciclo di crescita contribuendo al fenomeno dello sbiancamento. 

Il problema è rilevante e talmente sentito che già alcuni stati come le Hawaii e Palau si sono attivati introducendo norme a tutela dell’ambiente marino che vietano l’utilizzo di creme solari contenenti tali sostanze. 

Purtroppo l’uomo è responsabile anche di questa contaminazione ambientale ma ciascuno di noi, nel proprio piccolo, può fare molto per preservare il nostro bellissimo pianeta. Anche se Hawaii e Palau non sono le mete delle tue vacanze, scegli un solare amico delle barriere coralline e dell’habitat marino.

Se le barriere coralline moriranno, avremo perso un ecosistema vitale. 

Per approfondire l’argomento, leggi questo articolo del National Geographic!